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Hosting synergies

Strengthen synergies between designers and contractors to address the international market by sharing resources, facilities and expertise. Nicola Sardano, founder of Exposynergy, tells the strategy that led to the success of an ambitious mission for a complex and heterogeneous market like the current one.

What common denominator companies product and services to architecture in your networking strategy?

The common denominator is to produce for the supply chain of construction, for the rest the companies are very heterogeneous. From the producer it is possible to gain a great contribution to the improvement of the construction process, thanks to a healthy pragmatism that well meets designers’ anticipatory vision.

Interactions that occur spontaneously or rather are mediated by moments of collective confrontation, collected under a punctually called theme?

A project that is based on dialogue and trust needs time and meeting opportunities. We have created numerous and varied ones, leading managers to listen to stories of over thirty architects in a real training process, encouraging interaction with designers and creating new products and solutions.

A link to the uppercase Expo awaiting us in 2015 only in name or even in the aims and objectives?

Our name is not related to Expo 2015, but only to the idea of exposing the result of synergies. I do not deny that the assignment of the Expo in Milan has been an incentive in communication: in 2011 we dedicated to the Expo the first edition of the competition in hospitality design, targeted to the project aids to accommodate visitors with physical disabilities. The third finalist project, Dino, is now under development by our partner ECOSUN.

What services do you address to designers, companies and businesses? What benefits are instead naturally induced by situations like the ones you promote?

We give participating companies initiatives to promote collective that change the reading approach of the shares: a convention of a single company is often called in a commercial environment, while similar initiatives gathering thirty companies can aspire to a different level. For designers, a grouping complementary businesses is a potential pool of specialists who can help them in the development and product engineering.

An award to hospitality design: how to recognize, today, one of the most ancestral and – currently -downtrodden values of Western civilization?

Welcoming travelers is complex alchemy helping the entire country. With the competition we have proposed the welcome to all, directing the energy of designers in fields they are not used to explore.

Outstanding names for juries and committees: how to involve the greatest actors on the scene in cross-sectional and structural projects, aimed at the gratification of emerging virtuous architecture?

The great actors, as you calls them, are great also in the ability to identify the fundamental qualities of initiatives, and when they see passion and consistency in our proposals they are very keen on encouraging them. We will offer foreign architects an office in Milan to present themselves at the Expo, being accompanied by their colleagues in Milan on a tour between yards and showrooms, fully coherently with the Italian definition of strategic hospitality.

 

Sinergie d’accoglienza

Consolidare sinergie tra progettisti e imprese per affrontare il mercato internazionale condividendo risorse, strutture e competenze. Nicola Sardano, ideatore di Exposynergy, racconta la strategia che ha determinato il successo di una mission ambiziosa per un mercato complesso ed eterogeneo come quello attuale.

Quale denominatore accomuna le aziende di prodotto e i servizi per l’architettura nella vostra strategia di networking?

L’unico denominatore è produrre perla filiera del costruire, per il resto le aziende sono molto eterogenee. Da chi produce arriva un grande contributo al miglioramento del processo costruttivo, grazie a un sano pragmatismo che ben si unisce alla visione anticipatrice propria dei progettisti.

Interazioni che avvengono spontaneamente o piuttosto vengono mediate da momenti di confronto collettivo raccolti sotto un tema puntualmente definito?

Un progetto che si fonda sul dialogo e fiducia ha bisogno di tempi e di occasioni d’incontro. Noi ne abbiamo create di numerose e differenziate, portando i manager delle aziende ad ascoltare racconti di oltre trenta architetti in un vero percorso formativo, favorendo l’interazione con i progettisti e dando vita a nuovi prodotti e soluzioni.

Un legame con l’Expo maiuscolo che ci attende nel 2015 solo nel nome o anche nelle finalità e negli obiettivi?

Il nome non è legato ad Expo 2015, ma solo all’idea di esporre il risultato delle sinergie. Non nego che l’assegnazione di Expo a Milano sia stato un incentivo nella comunicazione e negli stimoli: nel2011 all’Expo dedicammo la prima edizione del concorso di design dell’accoglienza, mirato al progetto di ausili per accogliere i visitatori in condizioni di disabilità. Il progetto classificatosi terzo, Dino, è ora in via di sviluppo da parte della nostra partner EcoSun.

Quali servizi rivolgete in prima entità a progettisti, aziende e imprese? Quali benefici vengono invece indotti naturalmente dall’associazione a una realtà come la vostra?

Alle aziende aderenti offriamo iniziative di promozione collettiva che modificano l’approccio di lettura delle azioni stesse: un convegno di una sola azienda è spesso catalogato in un ambito commerciale, mentre analoghe iniziative organizzate da trenta aziende possono ambire ad un diverso livello. Per i progettisti un raggruppamento di aziende complementari è un potenziale pool di specialisti che li può aiutare nello sviluppo e nell’ingegnerizzazione.

Un premio al progetto dell’ospitalità e dell’accoglienza: come si riconosce, oggi, uno dei valori più ancestrali e – attualmente – bistrattati della civiltà occidentale?

Accogliere i viaggiatori è un’alchimia complessa alla quale concorre l’intero paese. Con il concorso abbiamo proposto l’accoglienza per tutti, orientando l’energia dei designer in settori non consueti.

Nomi stellari per le giurie e i comitati: come si coinvolgono i più grandi attori sulla scena in progetti trasversali e strutturali, volti alla gratificazione dell’architettura virtuosa ed emergente?

I grandi attori, come li definisce lei, sono grandi anche nella capacità di individuare le qualità di fondo in un’iniziativa, e quando vi riconoscono passione e coerenza si spendono per incoraggiarle. Agli architetti stranieri offriremo un ufficio a Milano per proporsi in occasione di Expo, venendo accompagnati dai loro colleghi milanesi in un tour tra cantieri e showroom, coerenti a un’accoglienza strategica tutta italiana.

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